San Francisco
La casa sulla scogliera

Divertissement fotografico postumo ottenuto con autentiche foto satellitari elaborate dal programma
Google Earth



Ci siamo già occupati in altra sede dei luoghi celebrati nei romanzi dello scrittore Marco Ganzetto.
Ciò che vi proponiano ora è un'originale alternativa: gli stessi luoghi rivisti dal satellite ed elaborati dal programma Google Earth.
Le foto qui raffigurate non sono precedenti all'anno 2003 e la loro definizione è a dir poco impressionante.
Vi consigliamo di scaricare gratuitamente qui il programma Google Earth, col quale potrete sbirciare in molti angoli della Terra ad altissima risoluzione, salvando o stampando immagini e contrassegnandovi perfino i luoghi di vostro particolare interesse.




Panorama satellitare di San Francisco

casa sulla scogliera via satellite

E’ quasi mezzogiorno e lo stomaco reclama la sua retribuzione. Ma non è a lui che penso, ora. In questo esatto momento, in un raro impeto di sopportazione stoica, mi va di nutrire l’anima, e dunque lo faccio attraverso gli occhi. Il grigio oceano che si agita alla mia sinistra rappresenta una calamita per lo sguardo, avido di scorgerne l’immensità e ogni dettaglio che possa transitare attraverso i fori delle mie pupille miopi. Mi fermo solo un attimo, ansimando, tengo d’occhio i tre barboni che intanto sembrano scomparsi, mi giro e lo vedo, maestoso, burrascoso, di fronte a me, a pendio. Centomila pensieri sconclusionati mi mandano in pappa il cervello. Non capisco più nulla, e mi appoggio alla ringhiera, con il vento che tira pugni sul mio viso.
«L’oceano dunque parte da qui, si estende a sinistra e a destra fino ai poli della Terra e raggiunge in estensione il continente giallo. Sorbole, ma come sono lontano da casa! Se il tempo fosse limpido potrei mai scorgere le isole Hawaii? Chissà quante volte il mio Tom si è bagnato in queste acque inquiete che sembrano tanto gelide, persino a ferragosto!».





Casa sulla scogliera, sentiero dell'anice stellato e fermata dell'autobus

Credevo che la discesa fosse più semplice, invece devo ricredermi. Chissà come avrà fatto quella coppietta, imboscata in una specie di caverna, a trovare le forze per amoreggiare dopo la scarpinata? E quella signorina elegante, coi tacchi alti, che porta a spasso il cagnolino e che ora legge sul muretto? E quel maestrino, al seguito di otto bimbi neri in età scolare?

Cavolo, vuoi vedere che la terra dei liberi e degli audaci mi ha fregato di nuovo? Insomma, dov’è che si raccorda l’autostrada, in questo dannato posto? Dov’è che tutti questi soggetti hanno parcheggiato la loro limousine?
Cerco di non arrabbiarmi più del necessario: sono qui per compiere una missione. L’acqua… L’ho finalmente a portata di mano, anzi: ce l’ho sulla mano.



Nulla di meglio di un comodo autobus per tornarsene in città... Ma davvero si vuol "ritornare"?

Gli sbuffi dell’autobus numero diciotto mi cancellano l’estatico sorriso dalle labbra, mentre il colore degli occhi di Thomas sfuma nuovamente nei riflessi bluastri del suo oceano inquieto che è ancora davanti a me. Vorrei che quel chiassoso catorcio puzzolente non fosse mai arrivato, tanto meno ora.
Adesso dovrò inventarmi qualcosa per tirare fino a sera! No, non ho alcuna voglia di ripiombare a “casa”, a Castro, nel quartiere alternativo di San Francisco, dove ho preso alloggio in una pensione che, neanche a farlo apposta, è la perfetta copia architettonica del Philbeach di Londra, tutta in legno e suddivisa in tre o quattro piani, più il solito seminterrato...







Se vuoi,
fai click qui per vedere il prossimo luogo aereo


oppure
vai alla Home page del romanzo 'La stagione della patata dolce'torna alla Home Page del romanzo "La stagione della patata dolce"

oppure

Marco Ganzettotorna alla Home Page di Marco Ganzetto